04

C’Ero. Una volta ♦ La mostra di Anna Caruso riscrive le fiabe

01
© Anna Caruso, I conigli sognano orologi di plastica – C’Ero. Una volta, 2012

 

Dopo il successo all’esposizione milanese dello scorso luglio, la suggestiva arte di Anna Caruso arriva fino a Lecce con la sua personale C’Ero. Una volta, visitabile fino al prossimo 8 ottobre (ingresso gratuito) presso la E-lite Studio Gallery, che l’ha organizzata in collaborazione con Famiglia Margini di Milano: qui sono esposti i suoi quadri, mentre le sue opere grafiche si trovano in città al Risorgimento Resort.

La mostra – a cura di Giovanna Lacedra, Claudia Pellegrino e Grace Zanotto – ha per protagonisti i personaggi delle fiabe più amate (quelle di Carroll, Perrault e dei Fratelli Grimm), strappati al loro mondo fatato e catapultati nel caos del nostro tempo.

Ricorrendo alla decontestualizzazione di Biancaneve&co., Anna cancella la classica distinzione tra buoni e cattivi attraverso una tecnica pittorica “dinamica”, fatta di pennellate di colore acrilico accostate e giustapposte sulle tele, che le permette di realizzare con grande rapidità strutture e forme facendole risultare come inquadrate dall’obiettivo fotografico, in prospettive grandangolari.

In particolare, calandosi nei panni di Alice, l’artista milanese rivela il suo stato d’animo presente, celato in apparenza dalle differenze tra quel “costume” e il contesto urbano in cui viene trasferito; in questo modo è come se Anna ammettesse di sentirsi costantemente “fuori posto”, prigioniera di una realtà che soffoca la sua vera indole, come fosse in gabbia. Tuttavia proprio questo disagio le permette di parlare agli altri di “un mondo che ha perso la capacità di ‘sentire’”.

02
© Anna Caruso, This must be the Apple – C’Ero. Una volta, 2012

Un’artista sicuramente “fuori dagli schemi”, anche considerata la sua esperienza nel Cosplay (dall’inglese costume e play): una “mania” importata direttamente dal Giappone che consiste nell’indossare costumi di personaggi del mondo di manga e anime, o delle fiabe appunto.

Nel catalogo dedicato all’evento leggiamo:

Anna ha iniziato a giocare travestendosi da Alice e questa Alice ha riportato a galla la bambina che un tempo è stata e che dentro è ancora. In un gioco creativo si è aperto un dialogo tra una donna e la sua innocenza: la bambina delle fiabe ha parlato all’artista in divenire. Fino a quando Anna non ha permesso ad Alice di entrare nel ‘quadro’. Alice ha preso cittadinanza oltre la trama della tela, insieme a una serie di altri eroi ed eroine come lei, abolendo anche quella netta distinzione tra buoni e cattivi.

Insomma attraverso questi “eroi” fiabeschi possiamo svelare il nostro vero “io”, quello schiacciato dalla vita quotidiana, e quindi possiamo finalmente gettare la maschera e analizzarla con occhi nuovi.

 

GUARDA LA GALLERY

 

via

Famiglia Margini.com

E-lite Studio Gallery

Beniculturalionline.it

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...