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Tableaux Vivants: i capolavori di Caravaggio “rivivono” grazie ai Teatri 35

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Pietà (1621-25), MASSIMO STAZIONE

 

L’espressione Tableaux Vivants (“immagine vivente”) indica un gruppo di attori o performer che rappresentano, perlopiù a teatro, una scena così come la si vede in un dipinto trasformandolo di fatto in un quadro vivente. Questo tipo di rappresentazione nasce nel ’700 e si diffonde in Europa nei primi anni del ‘900.

L’Associazione Culturale Teatrale “Teatri 35 — la compagnia ha al suo attivo 10 anni di lavoro nell’ambito della sperimentazione teatrale e dell’educazione; è specializzata nella produzione di spettacoli ed eventi culturali attraverso i quali analizza il rapporto fra teatro, arti visive e musica. Attualmente è composta da Gaetano Coccia, Francesco O. De Santis e Antonella Parrella ed opera principalmente a Napoli, sede del loro laboratorio permanente. Questi giovani amano definirsi: “semplici appassionati di arte e di musica che cercano di portare al teatro queste immense ricchezze“.

Lavorare senza avere le quinte, ma costruendo e decostruendo in scena, ci serve per svelare la realtà ed evitare la finzione scenica. Nei nostri lavori tutte le mansioni utili alla messa in scena sono sempre a vista, e per questo siamo attrezzisti, modelli, scenografiattori. Neghiamo l’uso della regia nel senso comune in cui viene intesa e cioè come atto esterno, e consideriamo la regia interna come unico atto artistico a noi possibile.


Ogni nuova performance è il risultato dell’incontro tra opere pittoriche e musica, un iter ben studiato e meditato per raggiungere la combinazione ottimale tra le due componenti.
La realizzazione completa del quadro non è in realtà il fine: tutto si fonda sul corpo concepito come un semplice strumento, alla pari di un drappo o di un cesto.

 

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Allegoria d’italia (1628-29), VALENTIN de BOULOGNE
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Allegoria d’italia (1628-29), VALENTIN de BOULOGNE – Particolare

 

La recitazione è perfettamente inserita nella partitura musicale e ogni gesto è in funzione di una meccanica. Vivo e palpabile è lo sforzo fisico dell’attore, talmente concentrato da sembrare in trans, mentre il dinamismo della rappresentazione trova il suo equilibrio nella sospensione musicale di uno stop, nel fermo immagine di un’azione in pieno svolgimento che costringe il corpo ad una tensione muscolare viva e pulsante.

 

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Castigo di Cupido (1605-10), BARTOLOMEO MANFREDI
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Castigo di Cupido (1605-10), BARTOLOMEO MANFREDI – Particolare

 

 

TABLEAUX VIVANTS – CARAVAGGIO E I CARAVAGGESCHI

Lo spettacolo – messo in scena per l’autunno musicale 2012 al Museo Diocesano di Napoli – prevedeva (direttamente sotto gli occhi degli spettatori) la composizione di molteplici tele di Caravaggio, realizzate con i corpi degli attori e l’ausilio di oggetti di uso comune e stoffe drappeggiate, mentre la scena è illuminata da un unico taglio di luce, come fosse incorniciata. La performance dei Teatri 35 si fregiava inoltre dell’accompagnamento delle musiche di grandi compositori tra cui Scarlatti, Pergolesi, Corelli e Purcell, eseguite dal vivo dalla Nuova Orchestra Scarlatti.

Il suono muove il gesto, il gesto crea l’immagine, l’immagine incarna la musica.

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Compianto sul Cristo Morto (1604-1670), ANDREA VACCARO
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Crocefissione di Sant’Andrea (1600), MICHELANGELO MERISI DA CARAVAGGIO
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Giuditta e Oloferne (1612-13), ARTEMISIA GENTILESCHI

 

Come già accennato, il lavoro consisteva proprio nella rappresentazione di alcuni tableaux ispirati al grande Caravaggio (e alla cerchia di artisti che si rifanno ai suoi schemi artistici, i Caravaggeschi), e si snodava in un percorso tra le “tele” che hanno di fatto rivoluzionato la pittura barocca a Napoli nella prima metà del ‘600; qui Caravaggio ha fatto scuola offrendo spunti nuovi ad artisti come Battistiello Caracciolo, Jusepe de Ribera e Andrea Vaccaro. Proprio nel capoluogo partenopeo, durante un breve soggiorno nel 1609, Caravaggio dipinge il suo ultimo capolavoro prima della morte: Martirio di S. Orsola.

 

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Madonna dei Pellegrini (1604), MICHELANGELO MERISI DA CARAVAGGIO
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Morte di Cleopatra (1595-98), GUIDO RENI

 

Dunque nei dipinti dei pittori caravaggeschi ritroviamo l’uso dei forti contrasti di luce ed ombra, tratto distintivo del Maestro, dove l’aderenza alla realtà è totale; un realismo che si può riscontrare negli interni con figure umane – rappresentate in genere su sfondi monocromi e cupi – illuminate teatralmente da squarci di luce violenta.

 

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Salomé con la testa del Battista (1609), MICHELANGELO MERISI DA CARAVAGGIO
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Sansone e Dalila (1609 ca.), PIETER PAUL RUBENS
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Santa Cecilia in Estasi (1645), BERNARDO CAVALLINO

 

 

CARAVAGGIO AL MUSEO DIOCESANO DI NAPOLI

Attualmente il Museo Diocesano di Napoli dedica ai Tableaux Vivants un altro spazio: il nuovo evento prosegue idealmente il lavoro svolto in precedenza dai Teatri 35 ma stavolta vede in scena lo spettacolo La Conversione di un Cavallo – 21  tableaux vivants dall’opera di Michelangelo Merisi da Caravaggio, a cura di LUDOVICARAMBELLITEATRO e in collaborazione con altraDEFINIZIONE. Sul palco 7 attori, diretti da Ludovica Rambelli, si esibiranno una domenica al mese fino al prossimo 22 dicembre.

 

locandina

 

 

Se volete farvi un’idea del tipo di performance realizzata da questi artisti, guardate questi video dei Teatri 35.😉

Personalmente li trovo straordinari e spero di poterli andare a vedere presto!

 

SPETTACOLO COMPLETO – Tableaux Vivants, Per Grazia Ricevuta (dinner concert 2012, A cena con Caravaggio)

 

OFFICIAL LINKS

Teatri 35.it

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@Teatri35 su Twitter

Teatri 35 su Vimeo

foto via Teatri 35 – Flickr

5 pensieri su “Tableaux Vivants: i capolavori di Caravaggio “rivivono” grazie ai Teatri 35

  1. ciao! grazie per l’articolo!
    mi dispiace però segnalare un errore:
    tutte le info, le foto ed il materiale pubblicato si riferiscono certamente a Teatri 35 ma vanno a pubblicizzare un evento Non collegato alla compagnia.
    Attualmente Teatri 35 non cura nessun evento presso il museo diocesano di Napoli.
    ancora grazie
    antonella parrella

    Mi piace

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