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Pompei, dal mito alle sale cinematografiche grazie al British Museum

01La mostra-evento Life and death in Pompeii and Herculaneum, organizzata dal British Museum di Londra, è stata proiettata come film-documentario anche nelle sale italiane il 25-26 novembre (in alcune solo il primo giorno), per la regia di Neil MacGregor e distribuito da Microcinema; il punto di vista prescelto per narrare la vicenda storica è quello della gente comune con l’obiettivo di ricostruire, attraverso i gesti semplici dei cittadini, le ultime ore di vita nelle città di Pompei ed Ercolano fino al momento della celeberrima eruzione del Vesuvio nel 79 d.C.

La Soprintendenza speciale di Napoli e Pompei, che ha collaborato al progetto, ha concesso in prestito ben 450 reperti tra affreschi, mosaici, gioielli, oggetti di uso comune (come una culla e numerosi utensili), e alcuni degli impressionanti calchi in gesso delle vittime dell’eruzione.
Il curatore della mostra, Paul Roberts, sottolinea come paradossalmente grazie a quell’immane tragedia oggi possiamo conoscere e analizzare la vita quotidiana di due tipiche città romane.

Incuriosita dai toni a dir poco entusiastici che hanno accompagnato la mostra nei mesi scorsi, ho deciso di andare a vederla al cinema…

 

LE MIE IMPRESSIONI

Distribuito in lingua originale e sottotitolato in italiano, il ritmo in cui procede il docu-film è rapido e al contrario di quello che si potrebbe pensare non risulta affatto pedante; a tal proposito il punto di forza è la grande passione con cui gli esperti interpellati illustrano i reperti, riuscendo a coinvolgere lo spettatore e a incuriosirlo. Tra questi hanno partecipato: dall’Università di Cambridge Mary Beard, l’esperta di giardini Rachel de Thame, lo storico Bettany Hughes e lo chef italiano Giorgio Locatelli; quest’ultimo ha persino “riprodotto” un pezzo di pane simile in tutto e per tutto ad uno ritrovato carbonizzato negli scavi!

Tuttavia devo ammettere che mi aspettavo molto di più a livello dei contenuti; infatti se si ha un certo background, per via dello studio o se semplicemente si leggono libri e si seguono programmi TV dedicati agli scavi, beh, allora la mostra non dirà nulla di nuovo; ma lungi da me sminuire un prodotto di qualità e ben strutturato come questo, capace di dare un efficace sguardo d’insieme senza tralasciare aspetti importanti e approfondendo quelli più curiosi. Diciamo apertamente che gli spettatori abituali dei documentari di Piero e Alberto Angela non troveranno grosse novità nel film, ma come ho già sottolineato questo non ne fa certo un prodotto scadente.

 

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© The British Museum, Life and death in Pompeii and Herculaneum, 2013
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© The British Museum, Life and death in Pompeii and Herculaneum, 2013

 

Tra i punti di forza c’è di sicuro la straordinaria varietà e bellezza dei reperti esposti, da non sottovalutare poi il contributo degli studiosi intervenuti che riescono a stimolare nuovi spunti di riflessione e a “rispolverare” vecchie problematiche. Ad esempio l’importante questione del portare avanti o meno gli scavi futuri, o pensare piuttosto a conservare e valorizzare al meglio quel che già si è riportato alla luce – e che dalle cronache recenti sappiamo crollare fin troppo spesso – anche per lasciare “qualcosa da scoprire” alle generazioni future…😉 io, visto come vanno le cose adesso, voto per la seconda!:-/

Insomma ribadisco che mi aspettavo di più ma non mi sento di sconsigliarne la visione (immagino in DVD per il futuro visto che al cinema è stato programmato per soli 2 giorni); a proposito è stato BELLISSIMO vedere la sala praticamente piena per l’occasione!🙂 ma è pur vero che, da italiani, se ne esce con l’amaro in bocca… consapevoli cioè che potremmo/dovremmo valorizzare diversamente gli scavi di Pompei ed Ercolano (e di conseguenza arricchire le nostre casse), ma questa è un’altra storia…

 

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© The British Museum, Life and death in Pompeii and Herculaneum, 2013
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© The British Museum, Life and death in Pompeii and Herculaneum, 2013

 

Beh, io mi auguro che alla prossima occasione saranno proprio i nostri esperti a confezionare un’iniziativa simile, certamente concepita intorno agli scavi “veri” che abbiamo noi soltanto e che, come “grida” questo documentario in ogni fotogramma, tutto il mondo evidentemente ci invidia!🙂

E comunque non state troppo a rimuginare sull’allestimento londinese…  da visitare, oltre ai siti, c’è sempre il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, dove si trovano gran parte dei reperti restituiti dalla cenere…😉

 

TRAILER UFFICIALE ITALIANO

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