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Social Media best practice: 5 tip dalla #MuseumWeek

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Nella settimana fra il 24 e il 30 marzo ha avuto luogo, seppur virtualmente su Twitter, la #MuseumWeek e, a dispetto dei più scettici, si è rivelata davvero vivace: lo scopo dell’iniziativa? Avvicinare alla cultura le persone in tutto il mondo e incentivarle a visitare le istituzioni culturali. Perciò lo staff dei musei statali e privati – oltre 630 musei e gallerie europee – ha partecipato con entusiasmo all’evento promosso dal social network favorendo, a suon di selfie e mini quiz, l’interazione tra professionisti del settore e appassionati. Così, in pochi giorni, si sono condivisi video e foto “aprendo”, in molti casi, agli utenti del web anche le porte dei depositi museali che custodiscono “tesori” spesso sconosciuti.

Thomas Couture
Ecco gli hashtag della #MuseumWeek twittati giorno per giorno; a ciascuno è stato collegato un tema specifico, anche se in molti casi ha prevalso la flessibilità e i musei giustamente ne hanno approfittato per lanciare iniziative e hashtag propri, generando in qualche caso un po’ di confusione; scelta comunque vincente per avvicinare il pubblico alla propria esclusiva mission culturale.

  • 24/03 #DayInTheLife – il live tweeting di una giornata tipo al museo, dall’apertura alla fine dei lavori.
  • 25/03 #MuseumMastermind – quiz e indovinelli per mettere alla prova le proprie conoscenze sulle collezioni e la storia del museo.
  • 26/03 #MuseumMemories – i ricordi degli utenti legati al museo che, a sua volta, ha condiviso i propri.
  • 27/03 #BehindTheArt – non solo le opere d’arte: l’architettura e la storia delle strutture museali.
  • 28/03 #AskTheCurator – tutte le curiosità, su richiesta, ai curatori su mostre e collezioni.
  • 29/03 #MuseumSelfies – la mania del momento per guardare il museo attraverso gli occhi dei visitatori.
  • 30/03 #GetCreative – gli spunti degli utenti sul loro “museo ideale”.

Adesso che è finita, tutti tirano le somme, magari condividendo gli storify delle varie giornate, mentre i professionisti stilano elaborate statistiche… in questo post evidenzierò alcuni tip – sperimentati da diversi musei – che secondo me dovrebbero entrare a pieno titolo nella best practice sui social media per gli operatori museali e culturali in generale, anche al di fuori di “grandi eventi” come questo.

 

1. COMUNICARE L’EVENTO IN MANIERA EFFICACE – anche se si è svolto soprattutto via web, le persone che hanno partecipato sono in carne ed ossa, dunque, banalmente, è ai visitatori che bisognerebbe rivolgersi reclamizzando l’evento #MuseumWeek all’interno del museo – ovviamente anche sui canali online del proprio network – e se non si dispone di TV Plasma come il Musée du quai Branly, andranno benissimo dei semplici volantini, meglio se dalla grafica semplice e “pulita” affinché risaltino le informazioni essenziali al primo impatto.

 

2. INTEGRARE I CANALI SOCIAL DEL PROPRIO NETWORK – per valorizzare il lavoro, occorre sfruttare appieno il potenziale della propria rete social e quindi “modulare” gli interventi sui vari profili collegati al museo (Pinterest, Instagram, Twitter, Facebook, Vine, ecc.); a tal proposito al Palazzo Madama di Torino sanno bene come usare una bacheca Pinterest: ecco una raccolta di simpaticissimi #museumselfies!

 

pinterest museumselfies

 

3. ENTRARE IN EMPATIA CON GLI UTENTI – è naturale sfruttare occasioni del genere per promuovere iniziative e collezioni “interne”, meglio però scacciare la noia e trovare un modo “giocoso” per interagire con gli utenti, come nel caso del GAM Torino.

Il Centre Pompidou invece ha chiesto ai follower di immaginare una specie di “relazione impossibile” tra i soggetti rappresentati in queste opere:

E ancora: avete presente il film Una notte al museo? Ammettiamolo: l’idea che statue e quadri prendano vita quando nessuno li vede è spassosissima!😀 Devono averlo pensato anche al Museo Nazionale G.A. Sanna ed ecco cosa si sono inventati per l’occasione: basta un software grafico, un po’ di fantasia et voilà! La parola passa direttamente alle opere… meglio se in versione fumetto (N.B.: account TW e logo/hashtag dedicati in bella mostra)!

Perché no? Per invogliare i più timidi a partecipare alle varie iniziative, vale la pena “scomodare” anche una star dell’arte mondiale (magari opportunamente photoshoppata…), ci hanno pensato i Museum Makers!😉

Personalmente tra i momenti che ho apprezzato di più ci sono quelli condivisi con l’hashtag #BehindTheArt che ha permesso di dare una “sbirciatina” al lavoro quotidiano nei musei, persino di un restauro dal vivo, il che sicuramente può contribuire ad avvicinare le persone rendendole partecipi del complesso di attività dietro a una mostra/conferenza/vernissage; ecco l’esempio della Pinacoteca di Brera che ha raccolto diverse interazioni e quello dei Musei in Comune Roma:

 

4. PERSONAL BRANDING – una “sana” autopromozione non può mancare, magari con tanto di special guest VIP (con un po’ di fortuna…), il Museo dell’Accademia Etrusca e di Cortona ne ha ovviamente approfittato!😀

E inoltre, durante un evento dalla risonanza così ampia, “è cosa buona e giusta” porre l’attenzione sul lavoro fondamentale (e gratuito) dei volontari, il vero cuore pulsante della maggior parte dei musei, soprattutto di quelli piccoli: il Chiltern Museum ha colto l’occasione per farlo.

 

5. COLTIVARE LA RETE DI RELAZIONI COSTRUITE – eventi come la #MuseumWeek offrono la possibilità di cementare l’intesa coi propri follower e naturalmente di attrarre nuovi appassionati ampliando in tal modo il proprio ventaglio di visitatori potenziali, quindi, per non spezzare quel filo virtuale faticosamente tessuto tra un cinguettio e una mention, un simpatico Vine potrebbe essere la mossa giusta, come quello del Museo Madre di Napoli che così ha scelto di salutare la chiusura dei “giochi” e ringraziare i partecipanti.🙂

 

In conclusione, la #MuseumWeek suggerisce di proseguire in direzione di una cultura partecipata e condivisa, alimentando la comunità che ciascun museo ha saputo aggregare intorno a sé.

Per farsi un’idea generale di cosa è stata la “settimana dei musei” basterà spulciare lo storify del Museo Civico Maglie, un lavoro completo ma “leggero”!

Per un’analisi dettagliata vi suggerisco la lettura di questo post #Museumweek: an analysis of a truly participative museum initiative at Twitter by La Magnética, un blog che ha monitorato le interazioni fra i vari account su Twitter durante la #MuseumWeek, nonché di quello su Twitter Italia: Con la #MuseumWeek Twitter porta i musei dalle persone; è poi disponibile la lista ufficiale dei musei italiani che hanno aderito all’iniziativa.

Ovviamente anch’io ho partecipato con entusiasmo alla #MuseumWeek inviando foto e tweet :P e che sorpresa vedere il mio “contributo” in questo grafico by La Magnética…! *^.^*

 

interazioni

 

Se avete da suggerire altre idee “social” in merito, non esitate a lasciare un commento.😉

3 pensieri su “Social Media best practice: 5 tip dalla #MuseumWeek

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