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Andy Warhol… in the City: la mostra che porta la Pop Art tra la gente

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© Trendyzoo-oh!, Andy Warhol… in the city @ Vulcano Buono, Nola, 2015 / Photo: Anna Carla Asprino

 

Chissà cosa penserebbe Andy Warhol, il padre della Pop Art, del fatto che 40 sue opere vengano esposte nei cosiddetti “non luoghi”… Mi riferisco proprio ai centri commerciali, croce e delizia dell’uomo contemporaneo e, spesso e volentieri, ultimo “rifugio” per chi proprio non può andare alla ricerca del verde… magari Warhol approverebbe questa scelta.
Io ho potuto curiosare tra le celebri opere dell’artista al Vulcano Buono (a Nola), dove la mostra sarà visitabile fino al 17 maggio 2015, dopo aver debuttato, lo scorso gennaio, nel centro commerciale di RomaEst e poi in altri due a Torino e a Firenze.

 

CENNI SU ANDY WARHOL
Warhol è stato un artista decisamente poliedrico:  pittore, scultore, regista, produttore cinematografico, direttore della fotografia, attore, sceneggiatore e montatore, nonché figura di spicco della Pop Art e tra gli artisti più influenti del XX secolo. Figlio di immigrati slovacchi negli Stati Uniti, dove studiò arte pubblicitaria all’odierna Carnegie Mellon University di Pittsburgh (la città è sede dell’Andy Warhol Museum). Dopo la laurea, si trasferì a New York, dove riuscì ad affermarsi nel mondo della pubblicità lavorando per riviste di punta come Vogue e Glamour.

La peculiarità della sua produzione artistica è il ricorso alla serigrafia e la ripetizione su vasta scala la sua carta vincente: su grosse tele riproduceva moltissime volte la stessa immagine scegliendo colori accesi. Il suo obiettivo era quello di svuotare di ogni significato le rappresentazioni proprio attraverso la ripetizione dell’immagine. Lo spunto, spesso, giungeva da quelle commerciali di grandi marchi (celeberrime le sue bottiglie di Coca Cola) o ad alto impatto emotivo, raffiguranti per esempio incidenti stradali o la sedia elettrica.

 

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© Trendyzoo-oh!, Andy Warhol… in the city @ Vulcano Buono, Nola, 2015 / Photo: Anna Carla Asprino

 

La sua arte, che portava oggetti comuni dagli scaffali di un supermercato alle vetrine di un museo, era naturalmente una provocazione: l’artista sosteneva infatti che la Pop Art dovesse essere “consumata” proprio alla stregua di un qualunque prodotto commerciale. Warhol affermava con forza che i prodotti di massa fossero “democratici” e simboleggiassero l’uguaglianza sociale, come a dire che persino una persona povera può bere la stessa Coca bevuta magari da Liz Taylor.

Amava sperimentare attraverso molteplici forme artistiche: nel cinema (ha prodotto alcuni film e lungometraggi) e nella musica (supportando gruppi come i Velvet Underground con Lou Reed) e, a dimostrazione della sua versatilità e del suo innato spirito innovativo, Warhol ha fatto da testimonial al lancio dell’Amiga 1000 della Commodore; inoltre durante la presentazione del computer elaborò alcune immagini digitali, tra cui un ritratto della cantante Debbie Harry presente all’evento, fotografandola con una fotocamera collegata al PC ed elaborando poi l’immagine con il software pre-installato.

Inoltre Warhol ha fondato la mitica Factory, ossia il laboratorio in cui giovani artisti newyorkesi avevano a disposizione uno spazio collettivo per creare, dislocato in vari edifici della Grande Mela: da qui sono nati o passati artisti di grande fama tra i quali Keith Haring.

 

LA MOSTRA
Andy Warhol… in the City nasce da un’idea di Pubbliwork Eventi, patrocinata dalla Larry Smith, e ha girato diverse gallerie italiane.
Tra le opere esposte non mancano vere e proprie icone, come il poster di Marilyn Monroe (l’edizione 1971 per la Tate Gallery a Londra), e le copertine di Interview Magazine (la rivista fondata proprio da Warhol), nonché le cover di dischi dei Rolling Stones e dei Velvet Underground.

Non solo Warhol: in esposizione anche le creazioni pop realizzate dal vivo da 30 artisti dell’Accademia di Belle arti di Napoli ed esposte nella galleria commerciale (con tanto di concorso per votare la preferita e così “spedire” il vincitore a NY!), e anche quelle degli studenti del Liceo artistico Bruno Munari di Acerra, autori tra l’altro dell’opera collettiva “Pino è di Tutti”, omaggio al mitico Pino Daniele, realizzata col contributo del pubblico.

 

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© Trendyzoo-oh!, Andy Warhol… in the city @ Vulcano Buono, Nola, 2015 / Photo: Anna Carla Asprino

 

Insomma, una mostra di certo non potrà fare di un centro commerciale una piazza culturale e molti, a primo acchito, storceranno il naso con una punta di snobismo (io per prima, lo ammetto…); riflettendoci, tuttavia, una tale iniziativa potrà sicuramente incuriosire e, di conseguenza, richiamare non solo appassionati d’arte e studenti, ma anche “tutti gli altri”, ossia quelle persone che non sono fruitori abituali di cultura. Almeno è anche così che si spera di catturarli nella “rete” dell’arte uno ad uno…😉

Io l’ho visitata in settimana, quando l’affluenza nei centri commerciali è decisamente più contenuta, e ho visto curiosare tra le opere perlopiù coppiette (di solito lei “trascina” lui…), alcune ragazze e un paio di giovani “alternativi”… chissà che nel week end non vada meglio, ma non ho intenzione di sperimentarlo di persona, vista la ressa!😛

VOI cosa ne pensate? L’arte può trovare posto, oppure no, persino in un centro commerciale?

 

GUARDA LA GALLERY: CLICCA SULLE MINIATURE!


Info utili:
18 aprile / 17 maggio 2015
Orario di apertura:
Lun 12 – 22 (orario continuato)
Mar – Dom 10 – 22 (orario continuato)
Ingresso gratuito

Vulcano Buono
Località Boscofangone – Nola (Na)

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