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Giornata della Memoria: L’ultimo sopravvissuto, il libro per capire l’Olocausto

In occasione della Giornata della Memoria si contano numerose manifestazioni in ricordo della Shoah (lo sterminio del popolo ebraico) in varie parti del mondo, così come in Italia, con cerimonie e momenti di riflessione nel giorno scelto simbolicamente per la commemorazione delle vittime dell’Olocausto (il 27 gennaio 1945, infatti, i soldati dell’Armata Rossa liberavano i prigionieri sopravvissuti nel campo di Auschwitz), nonché di coloro che si sono opposti al genocidio, come i “Giusti tra le Nazioni”, ovvero non ebrei che durante quel terribile momento storico si sono impegnati – con le proprie risorse e rischiando la vita – a soccorrere i perseguitati (l’Italia, a oggi, ne conta 634).

Per approfondire quella che è stata, forse, la pagina più nera della nostra storia i libri rappresentano sicuramente un vero e proprio tesoro: io ho scelto L’ultimo sopravvissuto di Sam Pivnik – Newton Compton editori, Gli insuperabili, 2014 – uno tra i superstiti dell’orrore nazista.

LA STORIA
Sam Pivnik è un adolescente ebreo-polacco (classe 1926) con una vita normalissima, vissuta a Bedzin insieme alla sua numerosa famiglia, tra la scuola, la bottega del padre sarto e le partite a pallone con gli amici, almeno fino all’invasione della sua terra da parte dei nazisti; da quel momento Sam, a soli 13 anni, photographed by eloise campbell - sam pivnikvede giorno dopo giorno ridursi la sua libertà: a scandire la sua vita sono gli assurdi divieti, il coprifuoco e il terrore assoluto per le strade del suo paese. Poi è costretto a vivere nel ghetto, fino alla deportazione, nel 1943, insieme alla sua famiglia (che troverà la morte nelle camere a gas, eccetto suo fratello Nathan) nel campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau.
Sam sopravvive, nonostante le umiliazioni, i soprusi e i lavori forzati che dovrà sopportare sulla sua pelle, non ultima la “marcia della morte” e, ancora, il bombardamento contro la Cap Arcona, la nave su cui era prigioniero quando il Terzo Reich era ormai con l’acqua alla gola… Eppure lui ce l’ha fatta miracolosamente a resistere a tutto quel male e a portare nel mondo una testimonianza fondamentale da opporre ai negazionisti.
Chiusa quella tragica fase della sua vita, dopo la partenza per la Guerra di Indipendenza del 1948 in Palestina (era membro del Machal, i Volontari per Israele), Sam Pivnik ha aperto a Londra una galleria di antiquariato e oggi collabora con varie associazioni di sopravvissuti lavorando anche al recupero della cultura ebraica in Polonia.

Il sonno, nei campi di concentramento, era un lusso. Non sognavamo più, solo le persone libere sono capaci di sognare. – Sam Pivnik

 

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© Trendyzoo-oh! – Photo: Anna Carla Asprino

 

L’ULTIMO SOPRAVVISSUTO
Il primo libro di Sam ha commosso milioni di persone in tutto il mondo; io l’ho letto questo mese, pur avendolo in libreria già da un po’, perché, si sa, certe letture sono impegnative a livello psicologico ed emotivo.
In un certo senso è un libro “particolare”, cioè, nonostante si tratti di una testimonianza drammatica, si lascia leggere in maniera fluida risultando a tratti “avvincente” (mi scuso se uso termini impropri ma è per rendere l’idea…), di certo non è un libro da affrontare a “cuor leggero”, ecco, e in più punti lascia a dir poco esterrefatti. Accostandosi a queste parole scritte non ci si abitua all’idea che ciò che si legge sia successo sul serio! Ed è inevitabile provare un certo senso di repulsione, misto a tristezza e disagio.

Spesso mi sono commossa (perfino sui ringraziamenti dell’autore…), soprattutto quando Sam parla della sua famiglia e delle persone amiche; a volte ho provato a immedesimarmi e mi sono chiesta cosa avrei fatto io nella stessa situazione; mi sarei ribellata in qualche modo? Avrei sopportato e resistito? Avrei prestato il mio aiuto a chi ne aveva bisogno? Forse queste sono le stesse domande che si pongono un po’ tutti di fronte a un tale orrore, ed è superfluo dire che non so trovare una risposta, perché, se è vero che possiamo solo immaginare, sforzandoci di capire, quello che ha passato Sam, di certo non potremo mai comprenderlo fino in fondo. È semplicemente impossibile. Ma ricordare si può e si deve.

Ecco allora il senso delle varie iniziative sparse un po’ ovunque; ovviamente certi avvenimenti andrebbero ricordati tutto l’anno, ma la cosa fondamentale è trovare le occasioni per una riflessione collettiva che magari possa aiutarci anche a interpretare in maniera critica i conflitti del presente.

Stavamo passando attraverso lo stesso girone infernale e si potrebbe pensare che una simile esperienza in qualche modo ci unisse, ci desse un senso preciso di appartenenza, di “noi” contro di “loro”, ma non funzionava così. La paura ci metteva l’uno contro l’altro e ognuno pensava solo per sé. – Sam Pivnik

 

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© Trendyzoo-oh! – Photo: Anna Carla Asprino

 

Il libro è stato scritto grazie a degli amici di Sam che hanno raccolto la sua testimonianza (Mei Trow è il suo ghostwriter), e gli avvenimenti vissuti dal protagonista sono ben circostanziati e inseriti nel quadro storico generale. Inoltre, contiene delle fotografie storiche e personali, piante, cartine, illustrazioni d’epoca e alcuni documenti allegati che aiutano a far luce sulla follia nazista.

[…] alcuni sopravvissuti dicono di aver sentito la presenza di Dio accanto a loro nonostante tutto ciò che accadeva. Io non riuscii mai a percepirlo. […] a Dio non era permesso l’ingresso oltre la recinzione perimetrale e il filo spinato. – Sam Pivnik

L’unica pecca che ho riscontrato nell’edizione letta è la presenza di diversi refusi, errori lessicali (con parole al posto di altre) e addirittura qualche grave strafalcione grammaticale nell’uso dei tempi/modi verbali… “sviste” trovate fino alla pagina dei ringraziamenti! Sinceramente è la prima volta che mi capita, ho letto altri libri di questo editore e non mi era mai capitato prima… mah?! Speriamo in una bella revisione per una eventuale ristampa futura.

Comunque questo non toglie certo valore all’opera che vi consiglio vivamente di leggere. Per quanto mi riguarda, ho già in mente un altro paio di titoli sul tema e credo proprio che andrò presto in libreria a cercarli…

 

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© Trendyzoo-oh! – Photo: Anna Carla Asprino

 

E voi, quali libri sull’Olocausto avete letto? Aspetto suggerimenti!

5 pensieri su “Giornata della Memoria: L’ultimo sopravvissuto, il libro per capire l’Olocausto

  1. Toccante….grazie per la condivisione…

    Ne ho letto diversi ma quello che mi ha fatto male…proprio.. é stato il libro scritto da Solmo Venezia…mi pare si chiami così. Non ricordo il titolo è quel che peggio già dall’anno scorso che lo cerco e non riesco a trovarlo. Cerco a casa eh…devo averlo prestato e non ricordo a chi…

    Comunque racconta della sua triste esperienza nei campi di concentramento dove il suo compito era quello di portare i corpi dentro il forno crematorio.
    Si definisce fortunato nonostante ciò…perché almeno aveva un compito un “lavoro”…e poteva mangiare qualcosa ogni tanto…

    Un libro davvero incredibile. Sapere poi che non è un racconto di fantasia ma terribile realtà…beh…é dura da comprendere…

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    1. forse intendi questo? >>> http://www.ibs.it/code/9788817028639/venezia-shlomo/sonderkommando-auschwitz.html

      Certo anche quella dev’essere stata un’esperienza devastante… Pivnik parla di quelli che “gestivano” le camere a gas dicendo che avrebbero fatto poi la stessa fine, quando i nazisti non li avrebbero più ritenuti utili, diciamo. Comunque in generale Sam indica tutti i prigionieri che lavoravano per i nazisti pronti a “vendere” e far ammazzare chiunque in cambio di trattamenti di favore, anche e prima di tutto riguardo al cibo… insomma, non sarà stato il caso di Shlomo, ma era davvero un inferno in terra! con tutti contro tutti…😦 che strazio sapere che è tutto vero…!

      Grazie della segnalazione! Non lo conoscevo, ma quello di Shlomo è sicuramente un altro punto di vista utile per studiare l’Olocausto… lo aggiungo alla mia lista!🙂

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  2. Ne ho letti tantissimi: dalle testimonianze dirette alle storie romanzate e tutti mi hanno lasciato un senso di amaro in bocca. Può sembrare impossibile che tutto questo sia accaduto veramente, può sembrare quasi fantascienza…ma purtroppo le testimonianze sono lì, di fronte agli occhi di tutti…a ricordarci di quanto l’essere umano possa essere crudele e stupido.
    La mia paura, di questi tempi, è che si ripeta una situazione del genere…anzi, in giro per il mondo le persecuzioni non sono mai finite nonostante i campi di concetramento siano chiusi da decenni.
    Grazie per aver condiviso questo libro…

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    1. Grazie a te per le tue parole, come darti torto?
      purtroppo, solo perché i media per comodità o superficialità non ne parlano, non vuol dire che situazioni simili nel nostro mondo martoriato dalla guerra non esistano, anzi…

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