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Mostre d’Estate: spazio all’arte contemporanea tra i templi di Paestum

L’Estate è il momento ideale per curiosare in giro, soprattutto in vacanza… quindi, non solo mare e souvenir: ci sono tante occasioni nel nostro Paese per conoscere artisti interessanti, magari di nicchia o comunque non proprio noti ai più.
Così, durante le ferie, passeggiando nella bella Paestum, mi sono imbattuta in un palazzo a ridosso della celebre area archeologica, dove il mio fidanzato mi ha fatto notare, appunto, le mostre allestite, tra cui Il tempo sospeso, a Palazzo De Maria, e Arlecchino a Parigi, con diversi artisti davvero talentuosi. 

 

IL TEMPO SOSPESO
Questa mostra accoglieva – dal 30 luglio al 20 agosto – tre artisti italiani, Alessandra Carloni, Francesco Nesi e Ciro Palumbo che mi hanno molto colpita.
Al trio andava il tema del tempo che sconfina nel sogno, dimensione in cui tutto può succedere dimenticando i problemi e gli affanni quotidiani, riuscendo a dare il giusto peso al momento mentre lo si vive.
Gli artisti, dunque, nelle loro opere provano a cogliere l’inafferrabilità dell’attimo e, quindi, l’essenza stessa della felicità.

 

paestum arte 2017 tempo sospeso
© 2017 Trendyzoo-oh! – Il tempo sospeso @ Palazzo De Maria, Paestum / Photo: Anna Carla Asprino

 

paestum arte 2017
© 2017 Trendyzoo-oh! – Il tempo sospeso @ Palazzo De Maria, Paestum / Photo: Anna Carla Asprino

 

Favola e mito convivono nei loro mondi immaginari, accomunati dall’amore per il mondo antico, in un confronto continuo dell’uomo col tempo che scorre.
Personalmente mi ha conquistato Palumbo (anche per il richiamo a de Chirico), mentre le figure di Nesi, coi colori brillanti e il tratto “fantasioso”, sono semplicemente irresistibili! 🙂

 

 

ARLECCHINO A PARIGI
Un po’ più in là, c’erano in mostra altri artisti e opere molto particolari, tra cui quelle di Lucio Diodati con le sue figure femminili caricaturali, a tratti ironiche ed enigmatiche – delineate da colori caldi – emblema della femminilità. Le donne di Diodati, infatti, appaiono sensuali e maliziose, comunque assorte mentre occupano e “assorbono” completamente lo spazio nella scena.
L’artista ci porta lontano dalla realtà, in una fuga dal presente che ci immerge in atmosfere di serenità e dal tocco vagamente orientale.
E Arlecchino che c’entra? 😀 è una delle figure maschili di fantasia che Diodati ama inserire, come bizzarre comparse, nel suo universo fantastico.

Oltre a queste creazioni, erano esposte quelle di Adriana Bavaresco e di Alberto Lanteri, anche loro habitué sulla scena artistica di Paestum; le opere della prima le ricordo per il tocco ironico col quale ha rivisitato certi capolavori famosi – come la Gioconda – e anche per la vivacità dei toni, così come sono “carichi” i colori nelle le creazioni di Lanteri, più astratte e “cervellotiche” ma non per questo meno accattivanti delle altre.

E VOI, avete approfittato delle vacanze per visitare una mostra? 🙂

 

GUARDA LA GALLERY: CLICCA SULLE ANTEPRIME!

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